Guttuso a Scilla

01/05/2022

Non solo cinema però. I "Pescatori di Scilla" hanno incuriosito anche un altro grande artista del '900 che gli ha dedicato una delle sue opere più famose custodita oggi al Museo ad egli dedicato: Renato Guttuso. Uno schizzo del noto pittore che ritrae un pescatore di Scilla con la fiocina in mano è presente anche alla Pinacoteca Civica di Reggio Calabria.

Artisti di Scilla

Nel 1949 nacque la scuola degli "Artisti di Scilla", movimento di cultura fondato da Guttuso, Mirabella e Mazzullo.

Nel 1947 il pittore Renato Guttuso, invitato dai suoi grandi amici, lo scultore Giuseppe Mazzullo e il giudice scillese e appassionato d'arte Giuseppe Macrì, decise di andare in vacanza a Scilla insieme al pittore Saro Mirabella

Pescatori di Scilla

Non appena arrivò nel paesino calabro, rimase incantato dalla straordinaria bellezza del posto e ritornò negli anni successivi. Preso dall'entusiasmo decise nel 1949 di domiciliare nella "Casa Rossa", chiamata così per il suo colore acceso che ancora oggi si trova davanti agli scogli, lungo la strada verso il porto dalla parte del quartiere di Marina Grande.

I tre artisti di origini siciliana si divisero i tre appartamenti della casa, sopra stava Guttuso con la moglie Mimise e proprio lì ammirò il mare in tempesta che sbatteva sugli scogli e soprattutto vide da vicino la scena dei ragazzi che raccoglievano i granchi. Grazie a questo ultimo episodio dipinse un quadro che ebbe il primo premio di pittura "Golfo della Spezia".

Nel piano terra abitava lo scultore Giuseppe Mazzullo con la moglie Concetta che adibì una stanza in un vero e proprio laboratorio per eseguire sculture e opere d'arti. Il terzo componente fisso era il pittore Saro Mirabella con la moglie Emma che aderì insieme agli altri anche al movimento di cultura che venne chiamato "realismo socialista".

L'anno dopo, nel 1950, gli artisti si trasferirono a Chianalea e precisamente nel palazzo dove oggi si trova il ristorante Glauco e una stanza della struttura fu adibita a studio di pittura che Guttuso utilizzava soprattutto nelle prime ore dell'alba per dipingere i vari soggetti e imprimendo su tela l'idea che la notte gli consigliava. 

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"La pittura è una lunga fatica di imitazione di ciò che si ama."