Omaggio alle Sirene

01/07/2022

Scilla, Spiaggia delle Sirene, realizzato con successo il giorno 01/07/2022 

(19:00-21:00) 

I fiori bianchi che simboleggiano la pace, saranno donati dalle persone che vorranno partecipare, alla barca delle Sirene. I fiori rosa rappresentano l'evoluzione. Che arriverà dal porticciolo di Scilla. La barca riparte verso il largo e le Sirene li lasceranno sul mare, perché portino a tutti questo simbolo di pace.

Durata totale 2 ore. Locale: mare e Spiaggia delle Sirene tra Roxy Pub e Rocca del Castello Ruffo. Partecipazione 80 o + figuranti, 2 sirene, un pescatore, 3 videomaker, Atelier Emé (Abiti Sirene), Atelier Emé (scarpe), Opib (fiori bianchi). Biquini Cia-Marítima Beachwear. Bigiotteria Scilla.

Molti particolari legano Scilla al Brasile, come il culto nel reggino di San Giorgio, forte anche in Brasile, sia per i cattolici sia per altre religioni come umbanda.

E Parlando di umbanda il culto a Iemanjá regina del mare (rainha do Mar) e la Sirena Scilla, due sirene provenienti da die mondi distanti, ma molto vicini, Storie e culti di Mari del Sud, che vi riproponiamo.

Iemanjá è molto importante nel umbamba poiché il suo nome è direttamente legato all'origine di diverse divinità che compongono l'universo religioso afro-brasiliano. Secondo la leggenda, con il matrimonio del cielo (Obatalá) e della terra (Odudua), nacquero Iemanjá e suo fratello Aganju. Lei rappresentando le acque e Aganju era la divinità responsabile del controllo delle terre.

Da un lato, a causa dei suoi poteri innati, Iemanjá è la divinità che esercita il dominio su tutte le acque. Nei rituali brasiliani compare con diversi nomi, tra i quali spiccano Mamma dell'acqua, Sirena, Regina del Mare.

Anche Iemanjá ha la sua figura legata al segno della maternità. La sua natura fertile finisce per influenzare la costruzione di un'immagine in cui le misure del corpo vengono allargate per rafforzare la capacità di generare vita al proprio interno. Assumendo il senso materno, è anche venerata come una divinità importante per coloro che cercano conforto e protezione per affrontare i problemi della vita presente, come lo è Maria Santissima per i cattolici.

Nelle terre brasiliane il culto in onore di Iemanjá finì per avvicinarsi ai vari tributi dedicati alla Madonna. Nella famosa festa di Iemanjá, celebrata il secondo giorno di febbraio, i devoti depositano nel mare pesce, riso, miele, rose e palme bianche (grandi fiori bianchi). Essendo piuttosto popolari, le lodi dirette a Iemanjá vengono eseguite anche da persone di diverse religioni o che semplicemente onorano il senso di rinnovamento e protezione legato alla sua immagine.

E parlando in sirene ecco Scilla.

La leggenda narra che Scilla era una splendida ninfa, figlia di Forco e Crataide. Trascorreva i suoi giorni nel mare, giocando con le altre ninfe e rifiutava tutti i pretendenti.

Quando il dio del mare Glauco si innamorarsi di lei, andò dalla maga Circe a chiedere un filtro d'amore, ma Circe a sua volta si invaghì di lui.

Rifiutata da Glauco, rosa dalla gelosia, trasformò la rivale Scilla in un mostro con dodici piedi e sei teste, nelle cui bocche spuntavano tre file di denti. Secondo alcuni, intorno alla vita aveva appese teste di cani che abbaiavano e ringhiavano ferocemente. Scilla era immortale e l'unica maniera per difendersi da lei era quella di invocare l'aiuto di sua madre, la ninfa del mare Crataide.

Il mostro si nascose in una spelonca dello stretto di Messina (oggi la splendida città di Scilla), dal lato opposto a quello di Cariddi, e quando i naviganti si avvicinavano a lei, con le sue bocche li divorava.

Venne infine trasformata in roccia, e in questa forma la trovarono Enea passando dallo stretto.

La forza, il potere e la bellezza di queste due sirene simbolo delle leggende di Scilla e del Brasile. Donando al mare fiori bianchi chiedendo pace al mondo, meno guerre, meno restrizioni, più amore e libertà.

A Mari del Sud, con una rappresentazione da far venire i brividi a tutti i partecipanti.